Quanto è passato? Vent'anni in un lampo. Sai, non è nostalgia, qua a me pare magia. Cos'è passato? Reinventarsi ogni tanto. E stipare un gigante in un piccolo sguardo. E sotto l'ombra del marmo dell'arco sul parco, il suo volto un impatto sul cardio, il contatto di un bacio, il suo pianto era un canto costante e volando lasciava una scia.
Forse non ricordi che eravamo aria. Non ci penso più, seh dai dai. Ti ricordi mai di me? E che domanda. Ora è meglio che vada, ciao(Hey)
Forse non ricordi ma il tempo ti cambia
E sai, questo non lo cambierai
Sarà forse affetto l'effetto farfalla
Io ho imparato a non pensarci
Accendi un'altra sigaretta, ma solo per noia ed esci fuori pur sapendo che c'è un freddo boia. Non vuoi più nemmeno guardarmi, vuoi solo che muoia. Non c'è più favole e neppure chi c'era una volta. Ognuno ha le sue pecche, io le colleziono. Ma sono le mie scelte che dimostrano chi sono. Spostiamo l'attenzione sui gesti del sentimento, poi prendendo le distanze da ciò che portiamo dentro noi.
L'orgoglio mio mi spinge a non chiedere scusa, la tua testa dura ti porta a stare rinchiusa ma dimmi se non vuoi com'è che puoi riaprire questa situazione che da tempo sembra già fin troppo chiusa. Sarà che credi ancora e sempre nell'amore. Sarà che dentro questo petto batte ancora un cuore. Avrò scambiato i tuoi per gli occhi della Gorgone, pietrificato qui da ore, fuori dal tuo portone
Forse non ricordi che eravamo aria
Non ci penso più, sai, dai dai
Ti ricordi mai di me? E che domanda
Ora è meglio che vada, ciao(Goodbye). Forse non ricordi ma il tempo ti cambia. E sai, questo non lo cambierai. Sarà forse affetto l'effetto farfalla, io ho imparato a non pensarci.
Le labbra tue mi riconosco, le rughe in volto sono un solco, le mani sempre le stesse. E cosa siamo noi se non la somma delle nostre scelte, sottratto le occasioni perse. La matematica della vita. La messa in pratica della sfiga. Coincidenza che non ci serviva. Ecco brava, voltati e cammina. Dieci passi, vince chi spara o chi sparisce prima. E con tutto quello che non so della tua storia, cancella anche la mia, scherzi della memoria, cerco un senso che non ha. Sembrano pagine abbozzate da rifare in bella copia. Vent'anni sotto queste palpebre. Sono un viadotto per le lacrime. Vorrei restare qui a parlartene ma poi finiremo in uno squallido albergo a scopare. Meglio evitare, chiudiamo qui, senza finale.






