la vita non è un grande armadio rustico dove si allineano pile di lenzuola immacolate e stirate, profumate da un sacchetto di lavanda, ma un coacervo di materassi sporchi dove uomini e donne sono venuti al mondo, dove hanno fornicato e dormito, dove hanno sofferto e sono morti, e tutto è bene così



giovedì 2 febbraio 2023

Tra i ricordi resterai?

A volte un bacio lascia solo un po' di amaro in bocca. Ci siamo persi e finalmente ho chiuso quella porta che mi riporta a te, che mi ricorda te. Che non ti vedo sono mesi eppure sento addosso l'odore dei tuoi panni e il tuo respiro sul mio volto quando guardavi me, quando guardavo te. Il tempo a cosa serve se non per ripartire dal presente. Perché in me tu sei sempre solamente un ricordo nella mente e lì resterai. Perché non è facile dimenticare dolce come il miele e amaro come il male che mi fai, che ancora mi fai.

E fare finta adesso a cosa serve?Vorrei sentirti anche solo un istante, ma succede solo che mi torni in mente. E la mia vita è andata avanti, ma a rallentatore. Coloro tutte le giornate solo di un colore. In queste pagine sei un fermo immagine. Ho smesso di guardare tutte quelle vecchie foto cadute come le macerie dopo un terremoto. Terreno instabile, non serve piangere.
Passano i minuti, ma tu non passi mai. Passano anche i giorni e mi chiedo che cosa fai. Io resto ancora qui cercando le risposte che mi devi già da un po', ma tanto so non mi darai. Passano le notti tra sigarette e tè e la mattina affogo in una tazza di caffè che è nero come pece, amaro come la mia vita perché invece di restare hai preferito una via d'uscita, e lì resterai.
Vorrei sentirti anche solo un istante, ma succede solo che mi torni in mente e lì resterai.

lunedì 5 dicembre 2022

Piango sempre, in un altro natale senza di Noi, che non torneremo più

 Esiste un posto che non è in questo mondo dove cent'anni è uguale ad un secondo. Lì c'è una casa e ha le pareti di vetro, per non nascondere nessun segreto. Si trova li' proprio su quella collina di pan di zenzero e fior di farina. In questo posto oltre tutte le cose crescono sempre senza spine le rose. E ci siamo io e te, tra le rose io e te. Qui siamo quello che non siamo stati, capelli bianchi, ancora innamorati, qui passeggiamo mano nella mano, il cuore è il nostro pane quotidiano, qui andiamo al cinema e facciamo spesa, cantiamo insieme con il nastro rosa, qui sui davanzali pieni di colori, crescono i fiori al posto degli errori. Perché è la casa dell'amore possibile, questa è la casa dell'amore possibile con te. 

Esiste un posto e meno male che esiste, io lì ogni volta trovo le mie risposte. Ma forse esiste solo nella mia testa, che fa un casino come un giorno di festa. Qui trovi tutti gli amori finiti, quelli che il tempo non li ha perdonati, qui hanno comunque un'altra occasione, perché chi comanda è solo l'amore, qui ci siamo io e te, la nostra casa, io e te, qui le parole sono senza lame, l'amore ha tanta sete e tanta fame, qui siamo anime che stanno insieme, che sanno dirsi io ti voglio bene. L'unica casa dell'amore possibile. Con te.


mercoledì 28 settembre 2022

Sei così lontana che non ti sogno più

 E lontano, lontano nel tempo

Qualche cosa negli occhi di un altro

Ti farà ripensare ai miei occhi

I miei occhi che t'amavano tanto

E lontano, lontano nel mondo

In un sorriso sulle labbra di un altro

Troverai quella mia timidezza

Per cui tu mi prendevi un po' in giro

E lontano, lontano nel tempo

L'espressione di un volto per caso

Ti farà ricordare il mio volto

L'aria triste che tu amavi tanto

E lontano, lontano nel mondo

Una sera sarai con un altro

E ad un tratto, chissà come e perché

Ti troverai a parlargli di me

Di un amore ormai troppo lontano

martedì 24 maggio 2022

 

E ti sei persa nel tempo


Dentro agli occhi di un altro
Sopra un'altra terrazza
In un'altra città
Che non ti ha ancora scoperta
E fai di tutto per non sbagliare
Ma tutto sembra contro di te
E ormai non c'è più niente da cantare

… Chissà dove sarai
Finalmente risolta
Forse già innamorata
Forse ancora una volta
Chissà dove sarai
E se ti basta così

… Mi immaginavi diversa
Eppure sono contenta
In equilibrio perfetto fra tutto quello che ho perso
E quello che ho scelto
E anche quello che ho sbagliato
Adesso tienilo per te
Che stai iniziando già a dimenticare

… Chissà dove sarai
Finalmente risolta
E ti sei già innamorata
Ancora una volta
Chissà dove sarai
E se ti basta così

… Che stai iniziando già a dimenticare

mercoledì 2 marzo 2022

Ovunque sei mi manchi

Mentre aspetto il tuo ritorno metto in ordine le idee, non so davvero in quale fortunato giorno da quella porta spunterai. Ho aggiustato il lavandino e lo stereo finalmente va. Sono un uomo pieno di risorse in fondo, la vita mi conosce già

Sono qui che ti aspetto perché ho voglia di vincere, non c'è altro che vorrei, rincontrare gli occhi tuoi, cancellarmi e rinascere
Ovunque sei, ti mancherà la mia complicità, ovunque sei qualunque faccia mi somiglierà, ovunque sei, ti impegnerai per non amarmi più, testardo io, che quella fede non l'ho persa mai
Accetterò da te qualunque verità
Sarà come la prima volta
Impacciato starò lì cercando di strapparti una risposta, un meraviglioso "si". Ogni amore ha i suoi tarli e ogni storia ha i suoi limiti, resistenze non farò
Se destino.. accetterò anche il rischio di perderti
Di maledirmi non stancarti mai
Quello che vuoi
Ma questo cuore sanguina lo sai
Vigliacchi noi ci consegnamo a questa realtà
Vivremo poi con questo dubbio per l'eternità
Svegliarmi dovrei
La casa è aperta torna quando vuoi. Mi trovi qui perché non voglio perderti così, mille altre volte ricomincerei e ancora ti perdonerei, la voglia c'è. È sempre viva questa nostalgia di te
Ovunque sei Mi manchi.


mercoledì 12 gennaio 2022

F

Quanto è passato? Vent'anni in un lampo. Sai, non è nostalgia, qua a me pare magia. Cos'è passato? Reinventarsi ogni tanto. E stipare un gigante in un piccolo sguardo. E sotto l'ombra del marmo dell'arco sul parco, il suo volto un impatto sul cardio, il contatto di un bacio, il suo pianto era un canto costante e volando lasciava una scia.

Forse non ricordi che eravamo aria. Non ci penso più, seh dai dai. Ti ricordi mai di me? E che domanda. Ora è meglio che vada, ciao(Hey)
Forse non ricordi ma il tempo ti cambia
E sai, questo non lo cambierai
Sarà forse affetto l'effetto farfalla
Io ho imparato a non pensarci

Accendi un'altra sigaretta, ma solo per noia ed esci fuori pur sapendo che c'è un freddo boia. Non vuoi più nemmeno guardarmi, vuoi solo che muoia. Non c'è più favole e neppure chi c'era una volta. Ognuno ha le sue pecche, io le colleziono. Ma sono le mie scelte che dimostrano chi sono. Spostiamo l'attenzione sui gesti del sentimento, poi prendendo le distanze da ciò che portiamo dentro noi.
L'orgoglio mio mi spinge a non chiedere scusa, la tua testa dura ti porta a stare rinchiusa ma dimmi se non vuoi com'è che puoi riaprire questa situazione che da tempo sembra già fin troppo chiusa. Sarà che credi ancora e sempre nell'amore. Sarà che dentro questo petto batte ancora un cuore. Avrò scambiato i tuoi per gli occhi della Gorgone, pietrificato qui da ore, fuori dal tuo portone

Forse non ricordi che eravamo aria
Non ci penso più, sai, dai dai
Ti ricordi mai di me? E che domanda
Ora è meglio che vada, ciao(Goodbye). Forse non ricordi ma il tempo ti cambia. E sai, questo non lo cambierai. Sarà forse affetto l'effetto farfalla, io ho imparato a non pensarci.
Le labbra tue mi riconosco, le rughe in volto sono un solco, le mani sempre le stesse. E cosa siamo noi se non la somma delle nostre scelte, sottratto le occasioni perse. La matematica della vita. La messa in pratica della sfiga. Coincidenza che non ci serviva. Ecco brava, voltati e cammina. Dieci passi, vince chi spara o chi sparisce prima. E con tutto quello che non so della tua storia, cancella anche la mia, scherzi della memoria, cerco un senso che non ha. Sembrano pagine abbozzate da rifare in bella copia. Vent'anni sotto queste palpebre. Sono un viadotto per le lacrime. Vorrei restare qui a parlartene ma poi finiremo in uno squallido albergo a scopare. Meglio evitare, chiudiamo qui, senza finale.

lunedì 31 maggio 2021

Fe

Quando mi tuffo nell'abisso dei tuoi occhi immensi in un mare di ricordi sopra un ghiaccio di silenzi, attimi infiniti, note su spartiti persi cantilene insonni e in certe notti non riesci a scordarne i versi, 

so cosa pensi quando resti sola in stanza e quando il tempo si divora fino all'ultima speranza e non basta chiudere i tuoi occhi per scappare via come quando da bambina sfruttavi la fantasia e la magia e l'immaginazione ti portava altrove esattamente non so dove ma potremo rincontrarci li? 
dimmi per chi perdi ora lacrime e risposte? 
E perché rimani all'angolo, tenendo le tue ali nascoste? ferite, sale e giostre, la fuga è senza soste mentre realtà e speranza vanno in direzioni opposte le grida all'altro lato del cemento armato che rimbombano per casa, ruban l'aria e ti tolgono il fiato, dentro è un boato, ma all'esterno è calma piatta ed è sempre inverno dentro pure quando sembra di avercela fatta, esce la matta e tocca rimischiare il mazzo, tocca rinunciare ancora alle attenzioni di un ragazzo. Noi sul bordo di un palazzo di 50 piani, mani nelle mani dove le vertigini spaventano il domani, siam pronti per il salto, pronti per il balzo pronti per nuovi tramonti, nuovi giorni blu cobalto, nuove posti, mille sguardi, noi nascosti fino a tardi, fuori come Mickey e Mallory, bimba adesso credici

E gli altri? Sì, gli altri, ma io ho qualcosa in più! Ed ogni volta che sprofondo nei tuoi occhi blu!

Entro nel letto con le prime luci dell'alba, il mio corpo si spalma dentro sembra una salma, l'auto ancora calda qui sotto casa la porta socchiusa tremo e ho brividi sulla nuca. Non serve un genio per sapere quanti danni una persona che va via può darti, causarti se per calcolarli conti le serate vuote e quante volte hai passato l'indice sopra le gote. Do colpe a caso come se non ne avessi, faccio luce sul problema e mi abbaglio coi suoi riflessi, dall'essere se stessi, al trauma del cambiamento, dal peggio che ho procurato, alla sauna che adesso sento. E tu? Dove sei ora? Quanto distante? Quanto mi hai insegnato a essere grande? Ancora, quante domande e risposte posso darmi? Dannarmi, se chiudendo gli occhi non ho abbastanza per calmarmi. Ritorno sopra a sto foglio ogni 10 minuti. Intorno al solito scoglio: se decidi poi chiudi.

Io in fondo vorrei solo che ritornasse il calore, sentire l'odore, di riparlarti un paio d'ore

ma le memorie s'intrecciano e fiondano sull'asfalto mentre il cielo si stinge di un blu cobalto di brutto, di altro restano solo rimpianti, accatto fra i pezzi di me che trascino su di un palco, e in più? Nient'altro, la routine fa il più guardo i pensieri che si accoppiano e scoppiano contro un full come lo sguardo di chi sa come finirà 'sta storia quando il peso della memoria ti sprofonda come un sub.

sabato 20 febbraio 2021

Il peccato fu creder speciale una storia normale?

 


E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent'anni portati così come si porta un maglione sformato su un paio di jeans, come si sente la voglia di vivere che scoppia un giorno e non spieghi il perché. Un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è. Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani. Giorni a chiedersi tutto cos'era, vedersi ogni sera. Ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale. Ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale. E sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore. Quando aprivi la porta il sorriso, ogni volta, mi entrava nel cuore. Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova. Era tanto potere parlarci, giocare a guardarci. Tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino. Religione del tirare tardi e aspettare mattino. E una notte lasciasti portarti via. Solo la nebbia e noi due in sentinella. La città addormentata non era mai stata così tanto bella. Era facile vivere allora, ogni ora. Chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci. E ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell'epoca nuova. Ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova. Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo. Ci sembrava d'avere trovato la chiave segreta del mondo. Non fu facile volersi bene, restare assieme. O pensare d'avere un domani, stare lontani. Tutti e due a immaginarsi, "Con chi sarà?". In ogni cosa un pensiero costante. Un ricordo lucente e durissimo come il diamante. E a ogni passo lasciare portarci via da un'emozione non piena, non colta. Rivedersi era come rinascere ancora una volta. Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione. E il peccato fu creder speciale una storia normale. Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo. Sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo. E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa. Siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa. Non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate. Con qualcosa di fragile come le storie passate. Forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile, credo, perché ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me.

Davvero finisce così?

venerdì 10 maggio 2019

Se

Abbiamo perso i contatti da un po' e così ho avuto il tempo che mi serviva per riflettere su me stessa. Ti ricordi di quando mi hai detto che dovevamo vivere insieme ed essere infelici per poter essere felici? Considerala una testimonianza di quanto ti amo aver passato tanto tempo a sforzarmi di accettare la tua offerta; ma un amico l'altro giorno mi ha portata in un posto sorprendente, l'Augusteo [...] è uno dei posti più silenziosi e solitari di Roma. La città vi è cresciuta intorno durante i secoli... è come una ferita preziosa, come una tristezza a cui non vuoi rinunciare, perché è un dolore troppo piacevole. Tutti vogliamo che le cose restino uguali, David, accettiamo di vivere nell'infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti, delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto, il caos che ha sopportato, il modo in cui è stato adoperato, bruciato, saccheggiato, tornando poi ad essere sé stesso, e mi sono sentita rassicurata. Forse la mia vita non è stata così caotica, è il mondo che lo è, e la sola vera trappola è restare attaccati a ogni cosa. Le rovine sono un dono. La distruzione è la via per la trasformazione. Anche in questa città eterna l'Augusteo mi ha dimostrato che dobbiamo essere sempre preparati ad ondate infinite di trasformazioni. Sia io che te meritiamo di più che stare insieme perché altrimenti abbiamo paura di essere annientati.

Un giorno saremo seduti alla stessa tavola e tu ruberai il boccone buono dal piatto di un'altra, non farai caso a quanto sporchi sono i miei jeans, e finalmente ascolterai cos'ho da dirti: non è vero che non ho imparato niente. Dio solo lo sa quanto mi dispiace di averti fatto perdere tutti questi anni. Nessuno potrà ridarteli. Perdonami. Ma io ora sono felice, sto bene e ho incontrato il vero amore. Lei è il sole della mia vita. La fede che ho ritrovato.


domenica 15 marzo 2015

ceno una volta

  
Quella canzone dei Gazebo Penguins non la ascolti più. Tutto cambia e me ne rendo conto da poco. Abbiamo attraversato 28 stagioni e siamo cambiati, come il tuo indirizzo di casa e come il cielo su AlexanderPlatz. Sono lontani quei pomeriggi che il termometro della Fides segnava trentuno gradi e mi portavi al parco. Stendevamo il telo con la tigre e senza sfiorarci stavamo in silenzio, ci sorridevamo, mi baciavi le guance e gli angoli della bocca. Ho ancora la foto di te con la foglia e i capelli folti.
Penso al film con il trattore che dobbiamo finire di guardare. Penso che ora ascolterò gli ExplosionsinTheSky. Penso al rullino con la tua foto, a come sarà quando lo farò sviluppare. Penso che mi sento in colpa di pensare troppo a queste cose adesso. Penso al sole su Bologna e alle tue scarpe appese a un filo, esattamente come me.

domenica 12 gennaio 2014

ancora tu

Bologna ...solo la notte, io e te ancora. Di nuovo le guance morbide, il freddo inverno, le orecchie da elfo, le gambe storte, le sfogliette, willy, le cose che non ti ho mai detto, le bugie, le liti, i silenzi, gli abbracci, il nostro volerci bene e non riuscire a darcene, valvonauta, la foto di te da piccolo con la torta, il film con il trattore. Ma stanotte c'è qualcun altro che mi aspetta a casa, e mi ama sai...

giovedì 7 novembre 2013

Il disturbo da alimentazione incontrollata, detto anche BED (acronimo dell'inglese Binge Eating Disorder) è un disturbo del comportamento alimentare che si presenta clinicamente con episodi di abbuffate tipici della bulimia nervosa, senza però mostrare i comportamenti compensatori tipici di quest'ultima, quali vomito, abuso di lassativi o diuretici, digiuno successivo. È una patologia diffusa soprattutto tra le adolescenti che, in seguito ad una dieta eccessivamente restrittiva o a problemi personali, cercano un rimedio alla loro sofferenza nel cibo, fino ad arrivare a perdere il controllo. Le periodiche abbuffate possono riguardare sia alimenti dolci che salati, con successive coliche addominali. L'individuo affetto da tale sindrome ha come unico pensiero quello di ingerire qualsiasi tipo di alimento per calmare le proprie ansie, anche se è consapevole che potrebbe recare danni alla sua salute, perché troppo poco sano ed eccessivamente calorico. Di solito è una persona sofferente, isolata, ha scarsa considerazione di sé ed è piena di sensi di colpa perché si sente goffa e brutta. L'insoddisfazione e la depressione sembra potersi risolvere solo con il cibo, ma l'aumento ponderale rende ancora più difficile l'integrazione sociale e il disagio di questo soggetto.

domenica 13 ottobre 2013

senza pazienza

La mia migliore amica dice che non si può ottenere tutto da un giorno all'altro. Io vorrei che fosse così. Svegliarmi una mattina a caso, guardarmi nello specchio ed essere finalmente come dico io.

lunedì 7 ottobre 2013



Cosa importa di chi dice che dimagrire non mi porterà da nessuna parte, che non è la strada giusta per essere felice, che dovrei mollare la presa. Io non voglio lasciare tutto al caso. Guarda dove mi ha portata? 

sabato 5 ottobre 2013

Odio la mia vita. Certe volte vorrei urlare. Perché non riesco ad essere felice?

domenica 25 agosto 2013

onan vorrei

 
ho mangiato di nuovo le sfogliette e sono finalmente andata ad un concerto dei ministri. poi ho ripensato al mare e agli spintoni, al tuo naso tra i miei capelli, al bracciale dei coldplay che sta nel secondo cassetto della mia scrivania, alla nostra foto in casa tua quella mattina che saltai il compito d'italiano per vederti, a quando con quegli occhi infossati mi guardavi e la pizza ti tornava su. ho riletto le frasi del libricino blu, con la punteggiatura a caso, una grafia incomprensibile e tutto il resto. mi chiedo se hai finito di vedere mai quel film con il trattore, e con chi. se hai mostrato a qualcun'altro quella foto di te da piccolo con la torta di cui vai così fiero. ricordo della zafira e t'immagino guidare con la radio al massimo volume. penso a quando dicevi che non ho mai fatto nulla per vederti. vorrei aver fatto qualcosa. tu che mi parlavi di libertà, di vivere la vita giorno per giorno. c'è qualsiasi piccolo nostro momento ancora nei miei ricordi, quelli che ho dimenticato di scrivere. ora sento che tutto è cambiato e mi confondo. Mi sono Abituata alla fine, e se ci penso ti ringrazio d'avermi insegnato a vivere un po' meglio di come stavo facendo. sei nei miei pensieri un minuto al giorno. 

sabato 13 luglio 2013

il male

Prova solo ad immaginare come dev'essere sentirsi vuoti e non riuscire più ad avvertire un certo senso di sazietà, o non percepire più felicità. E che rabbia ti cresce in corpo e che pensieri ti annebbiano il cervello quando quel che ti resta è paura, insicurezza, insoddisfazione. E' un male da cui non ci si libera più per tutta la vita. Uno se lo porta appiccicato addosso come catrame e se lo porta anche dentro le viscere, lo cova, lo vomita e lo rimangia perché è tutto ciò che ha.

domenica 26 maggio 2013

io odio tutti

Non me ne frega più niente. 
Mangio. Tutto il tempo. Tutto il giorno.
Guardo il foglio di stamattina. C'è scritto "io odio tutti", ed è vero.
Io odio tutti. 
IO ODIO TUTTI.